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Sul “fil di costa” dell’attuale abitato di Costamezzana (comune di Noceto) si apre, tra le colline “a pettine”, la piana formata dalla confluenza di due torrenti: il Parola ed il Gisolo.

Nei punti altimetricamente emergenti sono visibili i Castelli di Costamezzana e di Tabiano (comune di Salsomaggiore Terme); questi punti architettonici monumentali connotano l’area fin dall’alto medio-evo.

Gli insediamenti sono posti a presidio delle linee di crinale che racchiudono i sistemi vallivi dei due corsi d’acqua.

A conferma che queste valli sono abitate da millenni vi sono i ritrovamenti archeologici del secolo scorso nella Val Parola, proprio il crinale in direzione sud-est e nord-est. Le indagini furono condotte con successo dagli studiosi Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel che scoprirono due villaggi terramaricoli: quello in località “La Gatta” (Luigi Pigorini, Terramara della “la Gatta” nel comune di Noceto- Parma, in Bull. Palet. Ital. 9 (1883), p.129) e quello di Pieve Cusignano (A. Ghiretti, Preistoria nell’Appennino, Grafiche Step. Parma. 2003).

Questo pianoro e l’intera area sono stati, per secoli, nel mezzo di un infinito scontro per il controllo della zona delle saline e delle vie naturali transappenniniche che da Fornovo (Forum Novum) conducono al mare ed al sud della penisola italica: Longobardi e Bizantini, Guelfi e Ghibellini, Francesi e Spagnoli fino a Napoleone ed alle ultime sacche di resistenza tedesca nella II° G.M. che i nostri padri ancora con vivo terrore ricordano.

Nel medio-evo l’importanza strategica che poteva occupare nella gestione territoriale questa bassa fascia appenninica si riscontra nella disputa tra le maggiori due autorità del mondo allora conosciuto. Quando, il 4 maggio del 1196, papa Celestino III° invia una bolla al prevosto di B.go S. Donnino (Fidenza), che aveva chiesto la riconferma degli antichi privilegi territoriali, l’Imperatore del Sacro Romano Impero Federico I° aveva già dichiarato la chiesa di Fidenza “arcipretura imperiale. La bolla del Papa fu come una risposta al diploma del Barbarossa, in uno scontro diplomatico tra le massime autorità del tempo, ancora rivali in materia di giurisdizione ecclesiastica. (omissis)

Il Pontefice prendeva sotto la sua diretta giurisdizione la chiesa di S.Donnino e ne confermava i suoi possedimenti...Tabiano e la sua chiesa,...S.Vittore, Salsominore, la chiesa di Cella, quella di Varano Marchesi, le decime di Costamezzana,...la chiesa di Borghetto (omissis).

Nel dicembre 1221 Federico II° ( eletto imperatore a Roma) da Napoli inviava a Borgo un diploma che poneva la terra di B.go S.Donnino sotto la potestà imperiale, ed in pari tempo dava alla comunità piena giurisdizione e immunità in tutto il suo territorio.(omissis) I Borghigiani erano sempre soggetti alla Chiesa di Parma...

Nel 1226 Federico II° indice la Dieta di Cremona per ricondurre i Comuni ai patti della pace di Costanza...il 13 luglio l’imperatore tenne la Dieta a Borgo. (omissis)

Il 6 marzo 1227 vennero stabiliti dal giudice Ugo i confini del territorio di Borgo...” (A.Aimi A.Copelli, Storia di Fidenza, Battei, Parma, 1982).

La disputa fu l’occasione per definire alcuni confini che oggi, grazie all’accurata descrizione del giudice Ugo, possiamo riconoscere negli attuali confini diocesani: “la chiesa di Santa Maria del Gisolo, posta a destra del (rio) Regadano, si trovava fuori dal territorio borghigiano, mentre prima ne aveva fatto parte...et a dicto muro qui est in dicto flumine Parolae a mainone veteri de super usque in rivo Gisoli et a dicto rivo Gisoli usque ad rivum de Regarano de super ecclesiam Sanctae Mariae et ab ipso rivo citra est territorium Burgi S.Donini” (Storia di Fidenza, opera citata, vedi anche nota 22 del cap. 4).

Nel fondovalle, ai piedi della collina del Castellaro, controllata e difesa dal Castello di Costamezzana e da almeno sei case-torri tutt’intorno, sorge il complesso architettonico di S.Maria detta del Gisolo (comune di Fidenza), oggi al confine tra due comuni (Fidenza e Noceto) e tra due diocesi (Parma e Fidenza) dove il Parola rappresenta il confine politico ed il Gisolo quello religioso.

Il complesso architettonico (che oggi è civile abitazione) è composto da un edificio religioso dal tetto a capanna con il campanile a vela che ci trasmette immediata serenità con le sue proporzioni regolari e dalla maestosa casa-torre, un tempo convento che nella forma ricorda il castello di Pellegrino Parmense.

Le origini di quest’insediamento, che è citato già nel 1227, si suppone possa ascriversi ai Cavalieri Templari, che qui in zona erano presenti a Cabriolo, nella chiesa dedicata a S. Thomas Beckett, lungo la via dei pellegrini diretti a Roma, qualcun’altro parla di monaci Cistercensi...

L’unico dato certo è che quest’area ebbe almeno fino al XIV°-XV° secolo un ruolo di primaria importanza.

Un atto testamentario ne dà prova:
25 gennaio 1552 Codicillo aggiunto al testamento del marchese Uberto Pallavicino, figlio di Giovan Manfredo Seniore, che obbliga il proprio figlio ed erede universale Giovan Lodovico a donare, ogni anno, ai frati del monastero di Santa Maria del Ghisiolo del luogo di Costamezzana dieci lire imperiali in suffragio dell’anima sua; pena, in caso di mancato rispetto del legato, la perdita dei diritti feudali su Polesine e Costamezzana ereditati dal padre. Diritti che, in tale eventualità, toccheranno ai più prossimi congiunti, fatta eccezione per Giovan Manfredo, figlio del marchese Ottaviano Pallavicino”(A.P.BU, Sez.Polesine, b.1).
Alcuni documenti, indirettamente, danno conferma della presenza di importanti itinerari di collegamento viario: “Nel maggio 1581 furono istituite la Compagnia dei Centuriati di S.t’Agostino in S.Rocco (successivamente S.Pietro), e quelli della SS.ma Trinità in S.Giorgio, che provvedevano ai pellegrini di passaggio diretti a Roma (opera citata, Bibl.Palatina di Parma, Trecasali, ms.437, f.62).
Ma è del 1° maggio 1593 uno strumento di rinuncia dei monaci Agostiniani Eremitani di S.Luca di Parma, inedito, nel quale si afferma che “essendo che già alcuni anni sono che ...Padri di Monte Bruno ...é stato assegnato al convento ... di Borgo S:Donnino il loco di S.Maria di Costamezzana detta Chiesiolo quel loco era del Convento nostro di Parma detto S.Luca e non volendo noi annullare ne contraddire alle loro ordinazioni ...ordiniamo e affermiamo che detto oratorio di Santa Maria del Chiesiolo sia dato, assegnato, e confermato adesso e per sempre al suddetto Convento di S.Rocco di B.go S.Donnino (successivamente S. Pietro)”. (Archivio di Stato di Parma, Fondo Conventi e Confraternite, Padri Eremitani di S.Pietro di B.go S. Donnino, serie IV°, busta 7, lett. G H, n. 6).

Le tracce di legami con i PP. Agostiniani Eremitani di Montebruno (antica località posta sul caminus Januae in Val Trebbia, dove sorse l’antica Abbazia di S. Maria di Patrania),  citati nella pergamena suddetta, sembrano trasparire da lasciti testamentari nei quali il luogo è ricordato come Convento della B.V. della Consolazione del Gisolo (Archivio di Stato di Parma, Fondo Conventi e Confraternite, Padri Eremitani di S.Pietro di B.go S.Donnino, serie IV°, busta 7, lett. G H, n.13), o di Genova (Archivio di Stato di Parma, Fondo Conventi e Confraternite, Padri Eremitani di S.Pietro di B.go S.Donnino, serie IV°, busta 7, lett. G H, n.15).

Certo è che gli stessi  P.P. Agostiniani di B.go S.Donnino facevano parte della Congregazione di S.ta Maria della Consolazione di Genova, ma anche la ricorrenza dalle oscure origini sul culto di S.Brigida d’Irlanda nella vicina parrocchia di Tabiano Castello, avalla l’ipotesi per chi scrive, di profondi contatti tra queste terre con la Val Trebbia e il transito di monaci e pellegrini irlandesi in questi luoghi nel medioevo (Libertà, “La chiesa di S.Brigida e i pellegrini irlandesi”, 2 settembre 1923).

L’esempio del ruolo strategico che queste vallate occupavano nei secoli scorsi emerge anche dai rapporti che questa modesta chiesa aveva con le vie di collegamento europee!

Nel 1601 Papa Clemente VIII° elevò a Diocesi indipendente la Pieve e Prevostura di B.go S.Donnino (l’attuale Fidenza) togliendo alla giurisdizione di Parma 28 parrocchie tra le quali figurano numerose località delle valli dei sapori: Banzola, Bargone, Borghetto, Cella, Coduro, Cocolonchio, Santa Margherita, San Vittore, Siccomonte, Tabiano.

Il 24 novembre 1608 si finì di ricostruire la chiesa di S.ta Maria del Gisolo nel territorio di Costamezzana, dedicata all’Annunciazione della B.V., per i Padri Centuriati di Sant’Agostino che abitavano in quel luogo (opera citata v.a.A.Schiavi, La Diocesi di Parma, Parma, 1925, p.141; Bibl.Palatina di Parma, Trecasali, ms 439, f.866; A.Aimi A.Copelli, opera citata).

Nel 1636 per l’invasione degli Spagnoli furono bruciate tutte le scritture civili e criminali dell’ufficio di Borgo. Il 1° novembre gli Spagnoli rubarono le padelle di bronzo delle saline di Salso, e bruciarono il fabbricato (A. Aimi A. Copelli, opera citata) e la stessa sorte toccò ai fabbricati di S.Maria del Gisolo appena risistemata ma evidentemente in posizione troppo scomoda per essere risparmiata dagli invasori.

Il 29 settembre 1699, dopo la visita pastorale del Vescovo, la Curia di Parma ordina ai Padri Eremitani di riordinare l’Oratorio e provvederlo delle suppellettili necessarie per potervi celebrare la Messa, la quale nei giorni festivi dovrà essere celebrata dopo la Messa Parrocchiale della Chiesa di Costamezzana. Tale riordinamento deve essere fatto entro due mesi dall’ordine.

Il 17 ottobre 1699 il Rettore del Convento di S.Pietro protesta per la visita e per l’ingerenza del Vescovo di Parma (Archvio di Stato di Parma, Fondo Conventi e Confraternite, Padri Eremitani di S.Pietro di B.go S.Donnino, serie IV°, busta 7, lett. G H, n. 15): la situazione di questa piccola chiesa alle dipendenze di un Convento posto in territorio di B.go S.Donnino ma ubicata “fuori dalla porta” nel territorio della Diocesi di Parma era peculiare.

“Il 13 settembre 1810 Napoleone decretò la soppressione di tutti gli Ordini monastici nello Stato di Parma e Piacenza; a Borgo furono quindi soppressi i conventi che ancora esistevano: i Cappuccini, le Bernardine, le Benedettine di S.Giovanni e gli Agostiniani di S.Pietro” (A. Aimi A. Copelli, opera citata).

Col qual fatto ebbero luogo le soppressioni di centinaia di chiese e conventi che passarono in proprietà al cosiddetto Monte Napoleone, il quale rivendendo i beni ai privati ricavò ingenti profitti. Stessa sorte toccò a quest’antico complesso ma fortunatamente ha differenza di altri luoghi è stato custodito con rispetto e dedizione.

 
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Valli di storia: l'esempio di S. Maria del Gisolo

Castello di Costamezzana
Castello di Tabiano
Duomo di Fidenza (chiesa di San Donnino, patrono di Fidenza)
S. Maria del Gisolo
Fidenza, palazzo municipale